“…Flipper mi ha guardato negli occhi e ha smesso di respirare…”

Oggi sono stata per la seconda volta all’acquario di Genova con il mio bambino. L’esperienza è stata molto emozionante: poter vedere da vicino quelle creature affascinanti è un dono, ma a che prezzo?

Tutte le volte che osservo questi animali, soprattutto i più grandi chiusi in una vasca, dietro ad un vetro, senza la possibilità di scappare via, mi si spezza il cuore.

Come sarebbe la mia vita se non potessi andare “al di là del vetro”?

Che prezzo devono pagare quei poveri animali permetterci di osservarli?

Stasera sul web ho trovato un bellissimo articolo “Riflessioni sulla causa degli incidenti tra addestratori e animali nei parchi acquatici.” che, a parte far riflettere sulla natura crudele di noi esseri umani, racconta della morte di Flipper, il delfino della serie tv. Voglio condividere con tutti le parole del suo addestratore, di colui che ha strappato il delfino al suo mondo e lo ha ridotto in schiavitù, di colui che lo ha addestrato ed infine visto morire:

Il suo ex addestratore di nome Ric O’Barry (in realtà fu lui ad addestrare i 5 delfini che hanno recitato la parte di Flipper nella serie) ha recentemente dichiarato: “Nella mia vita ho catturato circa 100 delfini, compresi i 5 usati negli anni ’60 per la serie Flipper. Ero uno degli addestratori più pagati del mondo. Se volevo potevo mettere in piedi un programma di addestramento di delfini e fare 3-4 milioni di dollari l’anno. Sono cambiato quando Flipper è morto suicida tra le mie braccia. Uso questa parola con trepidazione, ma non conosco un’altra parola che descriva l’asfissia auto-indotta. I delfini e gli altri mammiferi marini non respirano in modo automatico. Ogni respiro è un atto conscio, ed è per questo che non dormono mai. Se la vita diventa una pena insopportabile, semplicemente decidono di non respirare più. Flipper mi ha guardato negli occhi e ha smesso di respirare.” […] “Senso di colpa non è un termine abbastanza forte per descrivere quello che provo. Ma non sono motivato dal senso di colpa, anche se una volta lo ero. Ora io sono questo: mangio, dormo e vivo questa vita e non smetterò mai di combattere per i delfini fino a che avrò respiro.”

Possiamo noi umani poter permettere che un altro essere vivente decida deliberatamente di ucciderei solo per il nostro piacere?

Chi siamo noi per fare ciò?

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