Crescere è…

Crescere è difficile, ma anche liberatorio.

Passiamo la nostra gioventù attendendo il momento in cui saremo liberi dalle imposizioni dei genitori, il momento in cui saremo sufficientemente grandi per poter “camminare da soli” e soprattutto per non sentirci dire quello che dobbiamo fare.

Crescere è un salto o un percorso?
Sembra una domanda scontata, ma ho iniziato a pensarci ora, da mamma, e non quando l’oggetto della crescita ero io, figlia.

Crescere dovrebbe essere un percorso, a volte in salita, ma un percorso che ha inzio il giorno del nostro concepimento. Forse mi sono spinta un po’ troppo indietro nel tempo, ma l’inizio dell’essere umano è lì, non dopo, siamo già esseri viventi quando veniamo concepiti perchè lì siamo già quello che diventeremo poi.

Quanto mettiamo la testa all’aria per la prima volta iniziano tutte le complicazioni legate alla crescita: cresce bene? cresce troppo? cresce poco?

Quante domande! Quante preoccupazioni che porta la nascita di un figlio e quanto sbagli commettiamo sulla strada di genitori.

Veder crescere un figlio è una gioia: quando i piccoli imparano cose nuove i genitori strillano di gioia, ma quando un bimbo vuole fare da sola non sempre siamo d’accordo e lo aiutiamo a farlo.

“Aiutami a fare da solo”

diceva la Montessori, mentre adesso spesso i genitori (io in prima fila) dicono ai loro figli

“Lascia stare che faccio io per te”

e ci sembra di fare la cosa più giusta e più gentile.

Non ci rendiamo però conto che così facendo non li aiutiamo a crescere, ma annulliamo la loro voglia di crescere e di fare da soli.

Crescere quindi è ancora più difficile perchè veniamo “ostacolati” da chi più ci ama, che per amore tende a sostituirsi a noi.

Il mio personale percorso per arrivare a queste riflessioni è stato lungo e tortuoso ed è passato inevitabilmente dall’errore: quante volte ho fatto per Luca per aiutarlo, per fare anche prima. Quante volte l’ho “seguito troppo a scuola” per aiutarlo! Quanti errori.

L’importante è però, penso, capire l’errore e provare a porvi rimedio, per quanto in nostro potere. Io ho il potere sulle mie azioni dirette, ma vorrei tanto poter avre il potere sulle azioni anche di altri: nonni, maestre, su chi insomma, a mio avviso, non sta aiutando Luca a fare da solo, ma si sostituisce o delega alla famiglia responsabilità o doveri che dovrebbero essere proprio del bambino.

Io provo a fare del mio meglio, so che spesso sbaglierò e so che aiutare Luca nel suo percorso di crescita comporterà lacrime e momenti di sconforto, ma dovrò tenere duro e imparare a responsabilizzarlo nelle sue attività.

Passo dopo passo so che questa mia decisione porterà solo buoni frutti, quindi so che non devo mollare, anche se vederlo sbagliare mi provocherà tristezza, ma so che sarò lì, al suo fianco, per aiutarlo a rialzarsi e per fargli notare tutte le cose belle che ha imparato.

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