What goes around, comes around

Sono le venti, esco dall’ufficio e volo verso casa per trovare un po’ di pace, per stringermi ai miei piccoli, per avere un caffè corretto amore e simpatia…

Sono le venti… perché non sono già a casa con i miei bimbi?

Corro a casa in cerca di tranquillità per dimenticare la giornata appena passata: il lavoro, la trottolite acuta ( eh sì oggi ho fatto avanti e indietro stile trottola), la difficile gestione dei rapporti con mia madre, che ormai non ricorda quasi più nulla, ma mi urla sempre dietro.

Arrivo a casa carica come una perfetta molla pronta a sfoggiare le sue capacità e trovo i vestiti sul pavimento in stanza di Luca …. Gelo, anzi no ecco che la molla scatta e la rabbia esplode..

No, Patty, così non va, proprio no!

No! Una giornata intera ad aspettare di riabbracciarli, sprecata!

Cosa lascio ai miei figli? Cosa do veramente a questi bambini? Quante volte mi faccio questa domanda…

Gli ho portati a scuola stamattina e li rivedo giusto giusto per metterli a letto, mi si logora il cuore. Mi sembra sempre di abbandonarli, per cosa?

Cosa insegno loro? Che il lavoro é importante, gli impegni pure, ma forse percepiranno che loro sono meno importanti del lavoro? Potrei morire se passassi loro questo messaggio.

Che adulti sto crescendo?

Quante domande? Che peso nel mio cuore…

What goes around, comes around.

Sto seminando bene oppure no?

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