Come è andata a scuola oggi?

“Come è andata a scuola oggi?”
“Bene”
“Cosa avete fatto?”
“Niente”

Quante volte ho fatto inutilmente questa domanda a Luca.

Quante volte ho torturato Luca, insistendo per farmi raccontare cosa aveva fatto a scuola per poi non ottenere alcuna risposta.

Quante volte la maestra di Luca nelle varie riunioni ha detto di insistere con i nostri figli per farci raccontare la loro giornata. “Non lasciate perdere, dovete insistere e farvi raccontare”.

Quante castronerie!

Quante inutili parole e quanta sofferenza! Chiedere e non ottenere risposta è molto frustrante.

Ora ho imparato e non chiedo più e meno chiedo e più sto ottenendo: Luca, nei momenti più strani, mi racconta delle cose che succedono a scuola, ma soprattutto mi rende partecipe delle emozioni che vive a scuola. Non è importante sapere se all’intervallo ha giocato a carte, a monopoly o a fantascatti, l’importante è che sia sereno.

Apro una mega parentesi:sono mamma, quindi donna e curiosa e vorrei che Luca mi raccontasse ogni singolo momento della sua giornata, ma ho capito che non posso avere un racconto dettagliato della vita di un altro, per di più uomo, quindi mi accontento (in senso positivo) e godo di quello che desidera condividere con me. Parentesi chiusa.

Ora quando vado a parlare con le insegnanti dico loro che Luca studia al Mossad e che mi rivela solo ciò che è tenuto a dirmi.

Che mamma cattivona!

Genitori non ascoltate sempre gli insegnanti!

Non vuol dire che tutti gli insegnanti abbiano torto, ma che non tutti gli insegnati hanno ragione.

Ve lo dico perchè ci sono passata, perchè ho ascoltato una maestra che mi diceva che Luca era pigro, svogliato, lento (ma è così leeeento), perchè mi sono fatta conquistare dalla inutile frase “è intelligente, ma non si applica”,  dal “potrebbe puntare al 10” (inutilità dei voti…), poi per fortuna non mi sono fidata fino in fondo e ho ascolta il mio istinto di madre oppure la parte più seria e razionale di me e ho capito che forse tutta questa ragione la maestra non poteva averla, che sono maestre, non dee e che quindi sono fallibili e possono sbagliare e ho portato Luca a fare i test (https://vanpetz.wordpress.com/2015/10/23/riflessioni-sparse/).

La scoperta della dislessia, scoperta perchè non conoscevo, ignoravo, eh sì ero ignorante in materia, per me la dislessia era una cosa strana, lontana, legata soprattutto al sentito dire e quindi legata alla moda, alla pigrizia e alla malattia.

Come può essere una cosa contemporamente una scusa, una malattia e una moda?

Un giorno per caso (come Kiss me Licia)  mentre ero alla folle ricerca di informazioni in rete, mi sono imbattutta in un sito ancora un po’ spoglio, un sito che parlava di dislessia in modo diverso: non dicevano che Luca era malato, non dicevano neppure che era un genio incompreso.

All’inizio pensavo che scherzassero “W la dislessia“??? ma ma tutti dicono che è un problema e questi scrivono W? Sono pazzi!!!

Sono pazzi = mi piacciono!!!


Non trattano mio figlio da malato, non dicono “poverino” , non mi chiedono se ce la fa e non lo guardano come se non avesse un futuro!

Sono per me!

Grazie a loro ho smesso di chiedere “Come è andata a scuola oggi?” e di fare i compiti con Luca.

Quindi genitori, non fermatevi ad ascoltare le insegnanti, affidatevi a gente seria, studiate e non accontentatevi mai!

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