“Non c’è una via per raggiungere la felicità. La felicità è la via.”

Recentemente mi è stato chiesto “sei felice?” e mi sono trovata rispondere “sì, lo sono”.

“La felicità è la via” ha detto Buddha.

Ma cosa è la felicità? Sento sempre tanta gente triste, scontenta, delusa, arrabbiata, ma perchè?

Cosa è questa felicità alla quale tutti aneliamo, ma che non riusciamo mai a raggiungere? Sembra che la ricerca della felicità sia la strada più ardua, il compito più difficile dell’essere umano, ma forse siamo noi che stiamo cercando la felicità nel modo errato.

Felicità non è solo essere più ricchi e avere più cose, certo che se potessi non avere un mutuo e non avere “pensieri” a livello economico il mio umore migliorerebbe sicuramente, potrei avere una casa più bella, una macchina più bella, fare più ferie, ma se dovessi ridurre a questo la mia felicità so che sarei più triste e più povera, perchè poi desidererei una casa ancora più grande, un’auto più costosa ed entrerei in una spirale di desideri infiniti.

Avere più soldi potrebbe significare avere più tempo libero per gli affetti, più risorse da donare…

Donare…

Ci siamo mai chiesti quanta felicità ci sia nel dono? Nel far felici gli altri? Avete mai donato un sorriso? Tutte le mattine io vado da Ida a prendere dei sorrisi che lei regala a tutti gli avventori del bar, vado per il caffè? Non solo, vado per fare 4 chiacchiere, per ricevere un sorriso e donarne un altro.

Quanta gioia c’è nel donare un sorriso, un abbraccio, una buona parola a chi ci circonda? Cosa ci costa donare? quanto riceviamo semplicemente donando qualche cosa di gratis e di positivo?

Avete mai notato che la gente è sempre rabbiosa? Cammina triste, accigliata, arrabbiata con il mondo. Ma perchè?

Immagino sicuramente che tanti avranno dei problemi, non voglio sminuirli, dei pensieri tristi e delle preoccupazioni che rabbuiano le loro giornate, ma ho anche notato che sorridere non è proprio di moda: “il riso abbonda sulla bocca degli stolti” dice un detto, io penso che il riso abbondi sulla bocca di chi ben vuol vivere.
Che senso ha essere sempre grigi, bui e seriosi? Le persone pensano forse di essere considerate più seriamente se non sorridono? io immagino di sì. Sorridere sembra essere un male, ma io ho letto che “Il sorriso è un obbligo sociale” (Patrizio Paoletti), ed effettivamente dovremmo tutti togliere quello sguardo buio e iniziare a sorridere.

Come sarebbe la vostra vita se chi lavora con voi vi sorridesse di più?

Come sarebbe la giornata degli studenti a scuola, se gli insegnanti invece di avere quell’espressione così tetra e quei modi così sgarbati, sorridessero agli alunni perchè sanno che stanno facendo un lavoro importantissimo e meraviglioso? Quanto imparerebbero di più i nostri alunni? Quanto lavoreremmo meglio noi se potessimo essere liberi di sorridere e di ridere?

“La felicità è la via”, la via per vivere, per lavorare e per imparare.

Perchè farsi la lotta ogni giorno per “scaricare” la colpa su qualcun’altro? Perchè non cercare la soluzione e quindi investire le energie in senso positivo invece che buttarle per accusare qualcuno? Perchè farsi la guerra ogni santo giorno?

Me lo chiedo tutti i giorni e mi viene in mente quando io per prima desidero discutere con un mio simile. Perchè dobbiamo sprecare il nostro tempo a discutere e ad irrigidirci su posizioni inamovibili? Mi è capitato ultimamente di arrabbiarmi veramente tanto a fronte della lettura di un commento della maestra sul quaderno di Luca: perchè passi la vita a tentare di sminuire gli altri? Questo tuo atteggiamento ti fa essere più felice? Ti senti orgogliosa del tuo comportamento? Pensi che offendere e sminuire sia un atteggiamento costruttivo e che porti a dei risultati positivi?

NO NO NO NO NO NO

E io non devo abbassarmi ad essere come te!

Anche se l’istinto mi dice tutt’altro… mi dice di aggredire, ma io non devo, non devo essere una brutta persona, no, io no! Io voglio essere diversa!

Come ho già scritto molto probabilmente ci siamo persi qualche pezzo per strada, le persone godono delle sofferenze altrui e i luoghi delle tragedie diventano meta di pellegrinaggi. Perché? Perché dobbiamo essere felici delle tristezze altrui?
Penso che non riuscirò mai a capirlo.

Abbiamo l’obbligo morale di cambiare, dobbiamo partire da zero, partire da noi e con il nostro esempio cambiare tutto il mondo.

Ieri sera mi sono trovata a provare a spiegare a mio figlio quanto sia difficile (e lui lo sa) avere delle opinioni personali diverse dalla massa. E’ difficilissimo spiegare il valore della diversità ad un bambino di 9 anni, ci ho provato, mi sono ingarbugliata, ma spero di avergli trasmesso almeno un poco di quello che penso. Non possiamo essere Eroi se non rialziamo il capo e crediamo in quello che facciamo. Luca parlava semplicemente di gusti musicali, ma io penso che sia da quelle piccole diversità e dalla manifestazione del proprio pensiero, diverso dalla massa, che nasca la forza per diventare un uomo migliore, diverso, un uomo che potrà essere Eroe della sua vita.

“La felicità è la via” e anche la forza per essere Eroi della nostra vita.

E’ giunto il tempo di cambiare, di uscire, di smettere di essere cupi e tristi è il momento di donarci e donandoci troveremo la felicità.

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