Scegliere non è sempre facile…

Noi abbiamo scelto.

Abbiamo scelto di responsabilizzare Luca (IV elementare), abbiamo intrapreso un percorso che ci ha fatto passare da “stiamo seduti e controlliamo i compiti” a se hai bisogno siamo qui.

Un percorso iniziato in terza elementare dopo esserci imbattuti nei video e negli articoli di W la dislessia, un percorso che ha rivoluzionato il nostro modo di intendere la scuola e l’educazione, un percorso che non dà risposte, ma che invita a porsi domande e ad imparare e a lavorare, in primis, su noi stessi.

Insegnare l’autonomia non è facile, soprattutto se fino al giorno prima ci samo “sostituiti” a nostro figlio e lo abbiamo aiutato (siamo sicuri che sia un vero aiuto?) a in tutto, insegnare l’autonomia è un percorso fatto di passi ed è possibile che non si ottengano subito dei risultati, ma l’importante è non scoraggiarsi mai.

Noi ci abbiamo provato e ci proviamo tutti i giorni.

A volte Luca ha ancora bisogno di noi, soprattutto quando è molto stanco, ma per il resto, gli stiamo insegnando a fare da solo.

La Montessori scriveva “aiutami a fare da solo” …

Questo è un percorso controcorrente.

Eh già, perchè sembra che i genitori debbano sempre affiancare i figli durante i compiti e seguirli passo passo e questa prassi è “richiesta” anche dalle maestre, che spiegano ai genitori di seguire i bambini nelle attività da svolgere a casa, di contrrollare loro il diario, la cartella e l’astuccio.

Ci sono cascata anche io: ho fatto la brava mamma, ho ascoltato le maestre e diligentemente ho controllato la cartella di Luca, il suo astuccio, il diario alla ricerca di avvisi e compiti e mi sono seduta ore ed ore vicino a lui a fare i compiti.

Mi sentivo nel giusto, perchè questo era quello che mi era stato richiesto da chi deteneva “il sapere” nella scuola, poi però ho capito che non stavo facendo una cosa corretta, che forse per Luca non era corretto che io lo aiutassi in tutti i campi, ma era giusto che sbagliasse da solo e che imparasse a crescere.

Sbagliare…

Sembra che lo sbaglio non sia più ammesso da parte dei nostri figli: devono fare i compiti giusti, essere i più bravi in qualsiasi disciplina e se sbagliano sembra che il fallimento non sia solo del bambino, ma anche dei genitori.

I nonni dicevano “sbagliando si impara”, adesso sembra che l’adagio debba cambiare in “sbagliare è vietato”.

Mi sono trovata a dover “correggere” i compiti di Luca, perchè la maestra se li aspettava tutti giusti. L’ho fatto per due motivi: le lacrime di mio figlio (non si poteva arrivare con i compiti sbagliati a scuola) e il fatto che la correzione dell’errore non venisse spiegata.

Sì, mi sono sostituita alla maestra, solo perchè il compito mi era stato delegato da lei.

Adesso non lo faccio più, ma se Luca mi chiede una spiegazione di un suo errore, è lecito che io gliela dia.

Il percorso verso l’autonomia prevede ovviamente degli errori, ogni tanto si può cadere, e a Luca è capitata la sua prima volta (non ha fatto un compito assegnato), aveva il timore di dirmelo, ma errare è umano e questa è stata la mia risposta a lui.

Penso che sarà più attento al diario, so che sbaglierà ancora (chi non lo fa?), ma so che se io reagirò ai suoi errori, dandogli fiduca, lui crescerà.

Se vogliamo che i nostri figli non sbagliano mai, possiamo sostituirci a loro, se vogliamo che crescano, dobbiamo lasciar loro lo spazio di sbagliare.

Abbiate il coraggio di farli sbagliare con le loro mani! Sarete controcorrente, ma un mucchio più wow degli altri!

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