Come può essere così difficile?

Settimana scorsa ho sperimentato quanto può essere difficile confrontarsi con situazioni in cui non ci si sente a proprio agio.

Se non l’avete mai visto, vi consiglio di guardare questo video per capire come ci si sente se messi sotto stress.

Settimana scorsa durante i lavori in casa ho sperimentato due tipi di difficoltà differenti:

  1. la difficoltà generata nel non avere gli strumenti adatti
  2. la difficoltà generata nel trovarsi in situazioni di stress

Le stesse difficoltà che ha provato il mio Luca.

Fare dei lavori manuali mi ha portato a riflettere tanto.

Mi sono trovata a dover leggere senza occhiali,  non avevo voglia di metterli e non riuscivo a vedere cosa c’era scritto.

E’ una situazione altamente frustrante!

Mentre non riuscivo a leggere o meglio mentre immaginavo cosa ci fosse scritto, pensavo a Luca, a quando non sapevo che avesse bisogno di occhiali e ripensavo alla prima volta che li ha indossati ed è corso dalla nonna a dire “che bello, nonna, ci vedo!”

Quanto deve aver sofferto per questa cosa!

E quanto deve aver sofferto quando gli dicevo di leggere meglio e di impegnarsi di più!

Quanto deve essere stato frustrante per lui non poterci spiegare che non faceva apposta!

Mentre faceva i compiti ho sentito Luca che sillabava le parole che stava scrivendo: penso che sia frustrante anche sbagliare l’ortografia delle parole senza volerlo…

Mi sono trovata in questi giorni a dover usare la scala.

Io soffro di vertigini e stare su di una scala è per me una situazione altamente frustrante: sono terrorizzata, uso una mano per tenermi e l’altra per lavorare e lo faccio male, perchè quella non è la situazione ottimale per me.

Penso a tutti i bimbi, i ragazzi e gli adulti dislessici che hanno dovuto combattere e che lo fanno ogni giorno con chi non gli lascia “usare i loro occhiali” e chi lo “mette su di una scala” a lavorare e una grande tristezza stringe il mio cuore: perchè nessuno prova a mettersi nei loro panni?

Ho sbagliato anche io con Luca, ma ho voluto imparare, capire.

Non mi sono fermata.

Non mi sono arresa.

Non l’ho guardato dicendo poverino lui.

Ho investito il mio tempo in cultura per essere migliore.

Vorrei prendere quelle persone che parlano di ragazzi pigri, svogliati, fannulloni, ragazzi con problemi, etc etc e metterle in condizioni di disagio, in condizione di non avere gli strumenti corretti e poi dir loro che sono pigri, svogliati, fannulloni e che hanno dei grossi problemi, e vedere la loro reazione.

Vorrei…

E’ il mio sogno e come tale resterà, perchè chi vuole imparare lo fa, chi vuole migliorare si impegna …

 

 

 

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