La strada è ancora lunga

Ieri dopo aver fatto la splendida parlando, scrivendo e sproloquiando di autonomia, mi sono scontrata violentemente con uno dei risvolti naturali dell’autonomia: la perdita di controllo da parte mia di Luca, non di quello che pensa o fa, ma di dove è.

Ieri Luca è uscito dal grest, è tornato a casa, ha citofonato e nessuno gli ha risposto. Roby era in cortile con Gaia e non ha visto l’ora e io ero al lavoro.

Prontamente Luca è andato dai nonni per poi non avere il coraggio di suonare e se ne è andato solo e in lacrime sulla via di casa.

L’ho trovato ai giardini con tre signore che che lo consolavano e che mi hanno guardato come se fossi la mamma peggiore del mondo..

Nella mia testa mi sono immaginata di tutto, extra terrestri esclusi, perché forse sono i meno pericolosi.

La domanda che più mi attanaglia da ieri è

Perché non ha suonato dai nonni? 

La risposta, di una tristezza disarmante, è stata: perché avevo paura che non fosse giusto, ovvero non volevo venire sgridato per aver sbagliato.

Quanta strada devo fare ancora come mamma per fargli capire che non sono qui per giudicarlo, che sono cambiata, che sbagliare è corretto.

Mi aspetta tanto lavoro ancora, non mi faccio scoraggiare e rimbocco le maniche!

La consapevolezza di aver fatto tantissimi errori prima deve essere di aiuto a spingermi a migliorare sempre più è a far capire a Luca che sono diversa!

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